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Tolta la retroattività al provvedimento del Governo Berlusconi che penalizza il risparmio energetico, resta l’incertezza per cittadini e aziende. Il bonus del 55% favoriva un mercato in espansione e aiutava l’ambiente – commenta il presidente dell’Unione Installatori Cna – ridurlo significa non guardare al futuro.

Il decreto legge 185 del 2008, che riduce i fondi per gli sgravi fiscali sugli interventi per il risparmio energetico, sarà corretto. “Verrà tolta la retroattività al 31 dicembre 2007”, ha annunciato il Ministro Giulio Tremonti, ma resta la copertura finanziaria limitata al bonus del 55%, fino ad ora accessibile a tutti. Se nel biennio 2007-2008, lo Stato ha speso 1, 8 miliardi di euro in detrazioni per interventi di riqualificazione edilizia come l’installazione di impianti termosolari, doppi vetri, caldaie a condensazione e sistemi di isolamento degli edifici, per il 2009 sono previsti solo 185 milioni, e 314 nel 2010. Stanziamenti che basterebbero appena a coprire le domande di una regione. “Un provvedimento che toglie respiro all’economia locale e danneggia l’ambiente – commenta il presidente dell’Unione Installatori Cna – abbattendosi su un mercato del tutto trasparente al fisco. D’ora in poi cittadini e imprese non avranno certezza del ritorno dei propri investimenti, perchè solo il criterio cronologico regolerà l’accesso al bonus. Il consigliere regionale del Pd Gian Carlo Muzzarelli giudica “un grave errore” la decisione dell’esecutivo di ridurre i fondi per gli interventi destinati a ridurre il consumo energetico delle abitazioni e nelle aziende. E questo nonostante quella che definisce la “parziale e imbarazzata retromarcia di Tremonti”. Il Governo Prodi aveva assicurato oltre 870 milioni di euro su questo fronte, il Governo Berlusconi solo 80.


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