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La crisi economica inizia a tradursi, anche a Modena, in paura di perdere posti di lavoro. Dilaga il ricorso agli ammortizzatori sociali, cassa integrazione in primis, triplicata a livello provinciale nel primo semestre 2008 rispetto al 2007. Una situazione d’emergenza cui la Cgil risponde con lo sciopero generale del 12 dicembre.

Cassa integrazione +300% nel primo semestre 2008 rispetto al 2007, a livello provinciale. E’ un quadro drammatico quello dipinto dalla Cgil di Modena sullo stato delle aziende locali, aggravato dal fatto che, da giugno, mese di riferimento per i dati disponibili, la crisi ha subito un’accelerazione, investendo tutti i settori, e le aziende di ogni dimensione sottolinea Vanni Ficcarelli, della segreteria Cgil. Anche comparti fin’ora estranei alle difficoltà, come l’oleodinamico, sono ricorsi agli ammortizzatori sociali negli ultimi mesi. Un’azienda su tutte, la Bosch. Male il meccanico. Molto male il ceramico, con un migliaio di lavoratori in Cig, che potrebbero salire al doppio entro la fine dell’anno, in base ai segnali lanciati dalla produzione. Problemi per il tessile, ormai estesi anche alla fascia di media – alta qualità; per il biomedicale, con la Gambro, ad esempio, in esubero di 160 lavoratori. Preoccupazione – dicono poi dalla Cgil – per il commercio, con i piccoli negozi, quelli fino a 50 operatori, esclusi dalle tutele. Anche l’edilizia dà ormai segni evidenti di cedimento, con 1000 lavoratori in meno iscritti alla cassa edile a settembre 2008 rispetto al 2007. Insomma, una situazione grave per i dipendenti, che diventa insostenibile per i cosiddetti precari, come gli interinali, 25mila circa a livello provinciale e i co.co.pro, circa 5mila. Tutti a rischio di mancato rinnovo del contratto, e privi di ammortizzatori. Un’emergenza cui rispondere con provvedimenti altrettanto eccezionali, dice la Cgil, che ha preparato una piattaforma da rivendicare nei confronti del Governo attraverso lo sciopero generale nazionale indetto per il 12 dicembre. Nel documento, sottoscritto da tutti i confederali, vengono chiesti: sostegno all’occupazione; sostegno al reddito, ma anche agli investimenti degli imprenditori; interventi sui mutui; interventi su welfare e coesione sociale e sull’immigrazione.


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