in:

Piccole imprese, è allarme rosso. A lanciarlo il Centro studi di Confesercenti che ha analizzato l’andamento di 1364 aziende. E la crisi è iniziata già nel 2007.

Allarme piccole imprese. Nei primi sei mesi del 2008 il fatturato è sceso del 6,1% e gli investimenti si sono ridotti di un terzo. A dirlo il Centro studi di Confesercenti che ha analizzato l’andamento di 1364 aziende dal 2006 ad oggi. Una ricerca ampia che ha coinvolto imprese di sei distinti settori: pubblici esercizi, ingrosso, negozi alimentari e non, servizi di intermediazione e alla persona. E il quadro è davvero a tinte fosche. Le piccole imprese erano in grave difficoltà già prima che la crisi finanziaria arrivasse e adesso c’è il rischio che questa diventi la goccia che fa traboccare il vaso. A dirlo, i dati del 2007, confrontati con quelli dell’anno precedente che evidenziavano un calo di utili e investimenti rispettivamente del 34,7 e del 27,1%, a fronte di una riduzione del fatturato del 4,2%. Situazione che si è ulteriormente aggravata nei primi sei mesi di quest’anno, con la sola eccezione delle aziende di servizi alla persona, come testimonia anche il ricorso sempre più frequente al credito a lungo termine per sostenere la gestione ordinaria dell’attività, con gli oneri finanziari aumentati del 72%. Nonostante ciò l’occupazione tiene, anche se le aziende tagliano i contratti più flessibili, con le collaborazioni calate del 10%. Un’indagine allarmante che induce Tamara Bertoni, direttore generale di Confesercenti, a chiedere misure per sostenere il reddito e il potere d’acquisto delle famiglie e a facilitare l’accesso al credito per le imprese. “Il calo delle vendite, dovuto alla contrazione dei consumi – spiega – ha azzerato gli indicatori positivi della piccola distribuzione: servo interventi urgenti”. A cominciare dalla revisione degli studi di settore che, secondo Confesercenti, devono considerare il reale andamento delle aziende.


Riproduzione riservata © 2016 TRC