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Detassazione delle tredicesime per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie e rilanciare i consumi, ma anche un piano europeo per le infrastrutture e il varo del “piano casa”. La cooperazione modenese presenta la sua ricetta contro la crisi.

I dati sono incoraggianti, anzi di più. Anche nel 2008, il sistema cooperativo modenese, forte di 160 imprese, 661mila soci e 22.300 occupati, ha continuato a crescere, nonostante tutto. Saldamente radicate al territorio e alle buone pratiche dell’economia reale, le coop non hanno pagato dazio al crac finanziario. Ma la crisi è mondiale e la recessione si annuncia lunga, almeno due anni. Così, la direzione di Legacoop Modena, rilanciando la linea nazionale dell’associazione, ha elaborato una serie di proposte per anticipare i possibili effetti della crisi sulle imprese cooperative. A livello locale, si punta ancora sul sistema Modena, quello stretto rapporto tra istituzioni, sindacati, imprenditori e banche che ha fatto la fortuna dell’economia provinciale. “Ma di fronte ad una crisi mondiale servono risposte di ampio respiro con l’obiettivo – ci ha detto stamattina il presidente di Legacoop Modena, Roberto Vezzelli – di aumentare il potere d’acquisto delle famiglie per rilanciare i consumi”. Legacoop chiede al Governo una detassazione straordinaria delle tredicesime, ma anche di rilanciare il piano casa e le opere pubbliche. E all’Unione europea di allentare gli stretti lacci del rapporto deficit-pil, per costituire un fondo per le infrastrutture. Più soldi alle famiglie e più opere pubbliche, per un nuovo “new deal” , in cui le cooperative sono pronte a giocare un ruolo di primo piano. E per farlo, Legacoop sollecita l’integrazione e la concentrazione delle imprese. Una lunga ‘intervista al presidente di Legacoop Modena, Roberto Vezzelli, andrà in onda sulla nostra emittente Trc-Telemodena stasera alle 20,30 e domani in replica alle 13,15.


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