in:

Ieri, le borse europee hanno chiuso con pesanti perdite. E stamattina la discesa è ricominciata. Tra i titoli maggiormente in calo, Unicredit, ma è l’intero sistema bancario a soffrire. In tutta Europa.

Vacillano i colossi, ma soprattutto il modello. La crisi dei mutui subprime statunitensi si è riversata nel vecchio continente che sta pagando un prezzo altissimo al venir meno della fiducia. Hanno paura i risparmiatori che vendono anche a costo di pesanti perdite, ma soprattutto le banche che non si fidano più le une delle altre e senza prestiti interbancari, l’intero sistema rischia il cortocircuito. Di fronte alla preoccupazione di tanti modenesi per i soldi depositati in banca o per il Tfr investito nei fondi pensione, abbiamo chiesto alla professoressa Elisabetta Gualandri, docente di economia degli intermediari finanziari alla facoltà Marco Biagi dell’Università di Modena, di chiarirci la situazione. “I conti correnti – spiega Elisabetta Gualandri – sono sicuri perché garantiti dalla rete di protezione del Fondo interbancario, fino a 103mila euro. Anche se devono essere nominativi. Sulle obbligazioni, invece, incide la solidità delle aziende, mentre le azioni sono soggette anche al mercato e, quindi, a fattori umorali e non strutturali”. E in questo momento se si vende si portano mediamente a casa perdite molto forti. “Per il Tfr – spiega Elisabetta Gualandri – O meglio per i fondi pensione implementati anche dal Tfr, è importante il fattore tempo: se l’orizzonte è lungo, c’è modo di recuperare le eventuali perdite. Ma per informazioni dettagliate è bene rivolgersi ai singoli gestori”. E normalmente nei fondi di categoria gli investimenti in azioni sono limitati, ma questo dipende anche dalle singole scelte dei lavoratori.


Riproduzione riservata © 2016 TRC