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Profondo rosso in borsa, con il Mibtel che chiude a meno 8%, e fra i titoli in perdita Unicredit. Ma la scelta del rafforzamento patrimoniale della banca non è negativa, dice il presidente della Fondazione cassa di risparmio di Modena.

Lunedì nero a Piazza affari, in particolare per i titoli bancari, la Banca popolare dell’Emilia Romagna ha chiuso a meno 5,88%. Il Mibtel a piazza affari a chiuso a –8,2%, bruciati in tutto il mondo 1.750 miliardi di dollari. Alla riapertura settimanale, la Borsa italiana vive una delle sue giornate più nere, in linea con il resto d’Europa, e con anche l’Euro in picchiata rispetto al Dollaro. Fra i titoli posti sotto attenzione, la forte perdita del titolo Unicredit, nonostante il piano straordinario deciso ieri dal Cda della banca riunito con urgenza. Il titolo, che nella mattina ha toccato meno 10%, ha chiuso a meno 2,9%, dopo essere stato ripetutamente congelato al rialzo. Non è però da leggere in chiave negativa la decisione del Cda di distribuire in azioni il dividendo annuale, spiega Andrea Landi, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Modena, che fa parte del gruppo Unicredito italiano, perché finalizzata a un rafforzamento patrimoniale che rafforzerà, questo l’obiettivo, la posizione della banca stessa sul mercato. Landi aggiunge poi che i progetti della Fondazione sono coperti finanziariamente fino al 2009, quando, se l’obiettivo di Unicredit sarà raggiunto, le azioni avranno un valore interessante. La situazione finanziaria mondiale va comunque tenuta sotto costante controllo, aggiunge il presidente, valutando le evoluzioni future, ma con la necessaria calma e competenza. E che la finanza sia troppo spesso materia sconosciuta lo dimostra il Crise, centro di ricerca dell’Università di Modena, secondo i cui studi il 50% dei giovani italiani non sa nulla di “denaro, investimenti, risparmi” e in famiglia di queste cose non si parla. Il Crise propone di dare vita ad una task force di docenti che tengano lezioni gratuite nelle scuole superiori, in particolare in quelle dove non si insegnano materie economiche. Graziano Pini, responsabile del centro universitario, nei prossimi giorni invierà una lettera a tutti i presidi per invitarli ad aderire alla proposta.


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