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Domani, prima in Italia, la nostra città ospiterà un convegno sulla stima degli immobili, disciplina tornata prepotentemente di attualità visti gli scenari finanziari mondiali.

L’attuale crisi delle borse mondiali è figlia dei primi fallimenti di istituti di credito che, negli anni passati, negli Stati Uniti, avevano prosperato (solo all’apparenza, come abbiamo capito con il senno di poi) concedendo enormi quantità di mutui per l’acquisto di immobili a famiglie che non potevano essere in grado di restituire i soldi chiesti in prestito. Tra i mille frutti avvelenati di queste operazioni spregiudicate – tracolli di banche e assicurazioni, tempeste di borsa sui mercati internazionali, impopolari necessità di intervento della mano pubblica – forse, a fatica, si sta facendo strada un nuovo modo di operare, più professionale, meno legato alla soggettività dell’individuo e del momento. Un esempio concreto è quello che sta avvenendo, o meglio si sta cercando di rendere operativo, nel settore della stima degli immobili. Domani a Modena si tiene il primo convegno su questo tema a livello nazionale: è organizzato dall’ordine degli ingegneri della nostra provincia e ha già raccolto oltre 250 adesioni da tutta Italia da parte di periti valutatori, ma anche da parte di funzionari degli uffici tecnici di banche e finanziarie. Un argomento, quello della stima del valore degli immobili, solo all’apparenza molto tecnico, ma che la realtà di questi mesi sta consegnando alla stretta attualità. Rispetto al passato ci sono nuovi scenari normativi a livello europeo e una nuova consapevolezza. Sullo sfondo, la necessità di certificare il modus operandi in una professione le cui valutazioni e scelte ricadono sia sul compratore che su chi eroga i finanziamenti. “Questo convegno, infatti, – conclude Pietro Balugani, presidente dell’ordine modenese degli ingegneri – potrà fornire un contributo anche per una maggior tutela di chi acquista una casa”.


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