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Concluso con un nulla di fatto il referendum di domenica scorsa a Carpi, ora Aimag può iniziare a guardarsi attorno, e tra i possibili partner spunta inevitabilmente Hera. Stamattina un’apertura in tal senso è venuta dallo stesso presidente di Aimag.

Sono giorni caldi per le multiutility modenesi. Quelle aziende un po’ speciali che erogano servizi fondamentali alla vita di tutti i cittadini, occupandosi di acqua e di rifiuti, portando il gas e la luce. Due storie sino ad ora parallele, quelle di Hera e Aimag, ma che ora potrebbero incontrarsi. Da una parte il colosso un tempo tutto modenese, arrivato, attraverso anni di intese e fusioni, ad essere una potenza nazionale del settore. Dall’altra Aimag, gelosa della sua indipendenza e legata a doppio filo al territorio servito. Il 65% del mercato regionale di ambito contro il 4, due galassie distinte ma mai così vicine. Già perché se Hera, proprio in questi giorni sta chiudendo la trattativa per una nuova fusione, con Iride e Enia che porterebbe l’azienda ad essere la seconda più grande del settore in Italia, e proprio oggi dal Sindaco di Torino Chiamparino sono arrivati segnali molto confortanti; Aimag, dopo il nulla di fatto nel referendum di domenica a Carpi, può iniziare a guardarsi intorno. Dopo dieci anni passati ad aspettare, mentre intorno le altre aziende di servizi ambientali erano impegnate a crescere, la decisione dei comuni di Carpi in primis, di vendere parte delle loro quote, apre all’ingresso di un partner industriale. Fin troppo facile pensare ad Hera. Un’ipotesi cui stamattina ha aperto le porte anche il presidente di Aimag, Massimo Michelini, “A patto però – ci ha detto – che non vengano per comandare”. “Anche perché – ha voluto sottolineare Michelini – in alcuni ambiti Aimag è all’avanguardia”.


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