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Ferrovie: no ad aumenti tariffari, sì al miglioramento del servizio. Lo chiedono i sindacati.

Dal 1° settembre il costo dell’abbonamento annuale ferroviario per i passeggeri della nostra Regione aumenterà del 5%; l’abbonamento mensile del 6, mentre il biglietto di corsa semplice costerà addirittura il 14% in più. Contro la decisione assunta dalla Regione Emilia Romagna protestano le segreterie di Cgil Cisl e Uil. “Pur apprezzando il fatto che detti aumenti sono certamente inferiori a quelli richiesti dal gestore ferroviario, in particolare Trenitalia – si legge in una nota – si rimarca però la richiesta già avanzata alla Regione che si compia realmente nel territorio regionale un potenziamento del servizio ferroviario, potenziamento che non può essere correlato solo all’aumento delle corse”. I sindacati, infatti, denunciano la grave situazione organizzativa che si riscontra anche nell’utilizzo giornaliero del servizio ferroviario regionale e nazionale, con una cronica carenza di personale in tutte le attività che comporta un degrado nella qualità e affidabilità dei treni. Per questo chiedono che nell’ambito del Piano industriale del gruppo Trenitalia vengano previste diverse azioni. A partire dalla preannunciata entrata in servizio della nuova tratta ad alta velocità Bologna-Milano che, secondo Cgil Cisl e Uil, dovrà coincidere con il rafforzamento del servizio ferroviario regionale sulla linea storica Milano-Bologna, con un incremento anche qualitativo delle tracce orarie. Inoltre si dovrà rispettare il previsto incremento del 10% dei servizi nelle diverse direttrici della rete ferroviaria e mettere a disposizione mezzi di trasporto idonei per rispondere al prevedibile incremento dell’utenza causata anche dall’aumentato costo dell’uso dei mezzi privati. Tradotto, significa acquistare nuovi mezzi da un lato e qualificare l’attuale parco mezzi dall’altro.


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