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Presente incerto, ma futuro grigio: l’andamento delle piccole e medie imprese tra aprile e giugno conferma le difficoltà causate dalla congiuntura economica sfavorevole.

I dati raccolti dalla Camera di commercio già avevano delineato uno scenario di difficoltà complessiva, ora i risultati delle piccole imprese nel secondo trimestre del 2008 confermano l’affanno dovuto ad una congiuntura economica sfavorevole, anche se, tutto sommato, dicono alla Cna, poteva pure andare peggio. Questo perchè anche per le aziende con meno di 50 dipendenti la meccanica si conferma comparto ancora in grado di crescere e, più in generale, salvo alcuni settori, i nostri prodotti sono ancora molto apprezzati all’estero. "Ma il futuro non è roseo – commentano alla Cna – almeno a giudicare dall’andamento degli ordini in portafoglio, probabilmente il parametro più importante per valutare l’andamento possibile dei prossimi mesi". Gli unici due comparti che, anche per le piccole imprese, inanellano solo segni negativi sono la maglieria e l’abbigliamento. Andamento anomalo nell’alimentare: la produzione ha un calo sensibile, ma sia il fatturato che soprattutto gli ordinativi dall’estero sono ancora in crescita. In ripresa pure il biomedicale che, tra i piccoli, anzi, fa meglio che tra i grandi. La performance migliore indubbiamente quella del comparto "macchine ed apparecchi meccanici" il cui fatturato cresce, tra aprile e giugno, di oltre il 10%. Qui addirittura la contenuta flessione della domanda estera viene compensata dalla crescita degli ordinativi del mercato interno. Ma è il solo caso: in generale, infatti, a salvare i conti delle piccole e medie imprese modenesi in questo periodo è stato proprio l’export, mentre la domanda interna è in frenata. "La congiuntura rimane problematica – concludono alla Cna – anche se nelle ultime settimane sono arrivati segnali in controtendenza come il calo del costo del petrolio (che non si è ancora riverberato però su quello della benzina) o il rafforzamento del dollaro sull’euro". La data presunta di fine recessione – secondo gli analisti – è la metà del 2009, fino ad allora bisognerà "stringere la cinghia", ma soprattutto attrezzarsi per saper cogliere le opportunità della ripresa, quando finalmente arriverà.


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