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L’Emilia Romagna si conferma la locomotiva d’Italia. Stavolta, a dirlo, sono i dati del centro studi Sintesi sugli obiettivi di Lisbona 2010.

Tasso di occupazione: obiettivo raggiunto; occupazione femminile: obiettivo raggiunto, assistenza ai bambini tra tre e sei anni: obiettivo raggiunto. In 3 dei 5 parametri scelti dall’Unione Europea per valutare il livello occupazionale degli Stati membri, l’Emilia Romagna ha già raggiunto il traguardo fissato nel 2000 a Lisbona per il 2010. Tasso d’occupazione sopra al 70%, occupazione femminile sopra al 60 e assistenza ai bambini tra i 3 e i 6 anni sopra al 90. Manca pochissimo per centrare il risultato anche per i bambini sotto i tre anni d’età e per l’occupazione degli over 55enni. Indicatori che collocano l’Emilia Romagna al primo posto tra le regioni italiane per quanto riguarda l’occupazione. Ma questo risultato non basta per risultare la regione più vicina al traguardo di Lisbona 2010 perché secondo i dati del centro studi Sintesi, rielaborati e pubblicati stamattina dal Sole 24 ore, nelle altre tre categorie, c’è più di qualcosa da recuperare. Così in termini assoluti, la regione più vicina al traguardo di Lisbona 2010 è la Valle d’Aosta, davanti a Piemonte, Lombardia ed Emilia. Ma le classifiche, si sa, lasciano il tempo che trovano, meglio concentrarsi sui singoli parametri. E così scopriamo che se la popolazione a rischio povertà, in Emilia Romagna, è ancora poca: il 4%, miglior dato italiano; c’è, di contro, un preoccupante abbandono scolastico prematuro, superiore al 17%, quando per Lisbona 2010, bisognerebbe scendere sotto al 10. Molto critico anche il dato dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili con l’Emilia Romagna al 5e5% quando l’obiettivo cui tendere sarebbe il 22. Ancora scarsi anche gli investimenti in ricerca e sviluppo rispetto al Pil, con la regione quarta in Italia ma ancora distante dal 3% fissato da Lisbona 2010.


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