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Portafogli sempre più leggeri per gli italiani: colpa soprattutto del costo dei prodotti energetici. I dati scorporati dell’Istat, in merito all’inflazione di luglio, non lasciano dubbi. E fare la spesa è sempre più oneroso

Il costo del petrolio rischia di mettere in ginocchio l’intero paese. A livello nazionale, infatti, secondo le rilevazioni Istat, a luglio l’inflazione, tasso tendenziale annuo, è volata al 4,1%, rispetto al 3,8% di giugno, ma se dal paniere viene scorporato il dato relativo ai prodotti energetici l’inflazione avrebbe un valore pari al 3%, più di un punto in meno, quindi. A Modena, a luglio, l’inflazione aveva registrato un +4%, più o meno in linea con il resto del paese, con un +0,6% di variazione mensile. Un altro dato preoccupante, in base alle rilevazioni nazionali, è che se si considerano, nel paniere, solo i generi che vengono acquistati frequentemente, se non quotidianamente, per questi prodotti l’inflazione arriva persino al 6,1%, sempre a causa del costo delle fonti energetiche. “E’ un bene che si analizzino i dati scorporati – ha detto l’assessore alle attività produttive di Modena, Stefano Prampolini – perché ci chiarisce meglio su quali fronti intervenire. Anche se ovviamente sul problema energetico è difficile agire, speriamo che i ribassi del petrolio degli ultimi 15 giorni migliorino la situazione per agosto, anche se settembre sarà un altro mese in salita – ha aggiunto – soprattutto per l’acquisto dei libri scolastici”. Un altro problema sono i costi dei generi alimentari. “Il calo dei consumi – ha continuato l’assessore – e la scelta di prodotti a costo più basso sono sintomo di una situazione preoccupante. Per questo come Comune abbiamo avviato politiche e sostenuto iniziative per calmierare i prezzi dei generi di prima necessità, come il pane. Certo, non sono interventi risolutivi, ma comunque una risposta per le famiglie sempre più in difficoltà”. E in tema di costo del pane, e non solo, Ascom Confcommercio ricorda che i prezzi sono determinati anche dall’aumento dei costi lungo tutta la filiera, su cui bisognerebbe intervenire, dice l’associazione.


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