in:

Per adesso è previsto solo per l’acqua, ma i sindacati chiedono che la tariffa sociale venga estesa anche a gas e luce. L’ulteriore incremento del costo della vita mette in seria difficoltà le famiglie a reddito fisso.

Mentre il governo Berlusconi pasticcia con l’assegno sociale e rischia di togliere il minimo di sostentamento a casalinghe, pensionati al minimo, preti e suore, i dati sul costo della vita registrano oggi quanto le famiglie avevano già capito da ieri e non solo. La corsa dei prezzi continua e, nonostante lodevoli iniziative purtroppo isolate, occorrono misure coordinate per tutelare le fasce sociali in maggiori difficoltà, soprattutto le famiglie mono-reddito. Modena ha il più alto tasso tendenziale annuo di inflazione di tutta la regione Emilia-Romagna. Il costo della vita non era mai stato così alto da 12 anni a questa parte. E allora ecco che il sindacato chiede di riesumare lo strumento della tariffazione sociale perchè certe congiunture che pensavamo di esserci lasciati alle spalle (ormai solo gli ultra-quarantenni si ricordano le domeniche di austerity) sono, invece, tornate prepotentemente di attualità. Al momento, una tariffa speciale per le fasce sociali a più basso reddito è prevista solo per l’acqua. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto ai Comuni di attivarsi presso le multiutilities Hera, Aimag e Sorgea affinchè venga prevista la tariffa sociale anche per gas e luce. La tariffa sociale – spiegano – è uno strumento che permette di destinare una percentuale dei ricavi ad agevolazioni economiche concesse sulla base dell’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente. La sollecitazione è stata più volte espressa nel corso degli ultimi incontri dei componenti il Cesp, conferenza socio-economica provinciale. “Purtroppo finora – concludono i sindacati confederali – abbiamo ottenuto risposte parziali che non ci consentono di arrivare ad un accordo condiviso”


Riproduzione riservata © 2016 TRC