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“Sarà la Provincia a fissare i limiti urbanistici per il recupero dell’ex Sipe”. Lo ha assicurato, rispondendo in consiglio ad un’interrogazione della Lega Nord, il vice-presidente Maletti. Ma, intanto, proprio sul quantitativo di commerciale, non c’è ancora l’accordo con le associazioni economiche.

Il confronto sul recupero dell’ex Sipe, è arrivato in consiglio provinciale. Con il capogruppo della Lega Nord, Giorgio Barbieri, che in un’interpellanza ha chiesto maggior trasparenza sull’operazione e la tutela dell’interesse pubblico. “In caso contrario – ha detto Barbieri – Meglio fermarsi”. Nella risposta, il vicepresidente Maurizio Maletti, ha garantito che il Ptcp, che pianifica lo sviluppo provinciale, fisserà il massimo di superficie che si potrà destinare a nuove funzioni nel recupero dell’ex Sipe. Maletti ha però anche ricordato che la qualificazione dell’ex polveriera, la bonifica dell’area e la realizzazione del parco scientifico e tecnologico sono azioni strategiche. La Provincia garante e protagonista dell’intesa, anche se resta apertissimo il nodo del Parco commerciale, che aveva sollevato la contrarietà di tutte le associazioni economiche locali e provinciali. Alla Lega Nord, Maletti ha assicurato che i 18mila metri previsti dalla proprietà, saranno ridotti a 12, sempre di non alimentare. I 7mila già previsti dal Poic, il piano provinciale del commercio, più 5mila che sono il tetto massimo che un Comune può autonomamente autorizzare. E qui, il compito della Provincia si fa difficile e tutto in salita, perché le associazioni, nel documento congiunto presentato da Cna, Lapam e Confesercenti, avevano fissato i quantitativi previsti dal Poic, 7mila metri, come limite invalicabile. Posizione condivisa anche da Legacoop, alla luce tra l’altro dall’evidente calo dei consumi che indurrebbe anche a rivedere al ribasso le previsioni del piano provinciale. Il confronto continua, ma la conclusione appare ancora lontana.


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