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Nessuna asta, per lo meno non domani per la De Tomaso. Ieri alle 12 dovevano essere consegnate le offerte per il marchio, ma nessuno si è fatto avanti. Il 3 di luglio verranno messi in vendita gli immobili.

Nessuno la vuole, per lo meno non adesso. Parliamo della De Tomaso, la casa automobilistica modenese finita in liquidazione nel 2004, dopo la morte, nel maggio del 2003, del proprietario e fondatore, l’ex pilota argentino Alejandro De Tomaso. Per domani mattina era previsto l’appuntamento con l’asta, dopo il decreto che ha dato l’avvio al concordato e al pagamento dei debiti. In realtà l’asta andrà deserta. Malgrado diverse manifestazioni d’interesse giunte dai Paesi Arabi, dalla Cina e dagli Stati Uniti, nessuno ha formalizzato un’offerta. Domani sarebbero stati messi in vendita i marchi d’impresa con una base d’asta di 1 milione e 780mila euro. Un prezzo non esagerato, dicono gli esperti, per un’azienda che ha segnato la storia dell’auto italiana e che resterà per sempre legata a modelli come la Pantera e la Mangusta. Antiperonista, sposato a una miliardaria americana, come lui pilota, De Tomaso fondò l’azienda nel ’59. Dopo essersi ripreso dalla Ford le quote azionarie che aveva ceduto per sviluppare le nuove auto, nel ’72 l’imprenditore argentino acquisì la Benelli e, a seguire anche grazie ad aiuti statali, rilevò la Maserati dalla Peugeot, la Innocenti e la Moto Guzzi. La Maserati fu poi rivenduta alla Fiat per cercare di salvare parte del gruppo e a stretto giro vennero ceduti gli altri marchi. Nel ’93 un ictus colpì De Tomaso che, malgrado il grave handicap, continuò fino all’ultimo a lavorare al progetto di un fuoristrada russo in versione europea. Dopo il flop del marchio a questo punto è difficile fare previsioni anche per l’asta del 3 di luglio quando dovrebbero essere messi in vendita i terreni e i capannoni dell’azienda modenese, che hanno un valore complessivo di quasi 8 milioni di euro. Il commissario liquidatore Claudio Gandolfo non si fa illusioni: “Probabilmente è la procedura dell’asta a tenere lontano i possibili acquirenti”. Se andrà deserto anche l’appuntamento del 3 luglio si procederà a trattativa privata.


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