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Giù le mani dalle cooperative di consumatori. Legacoop Modena si scaglia contro la modifica del sistema fiscale delle coop, inserita a sorpresa nel decreto legge approvato mercoledì scorso dal Governo.

Il ritorno di Berlusconi al Governo, con Tremonti ministro dell’economia, si traduce, come già accaduto nel 2005, in un attacco diretto alle cooperative di consumo, come la modenese Coop Estense. Un inasprimento fiscale sugli interessi corrisposti ai soci cui si aggiunge la riduzione della quota di esenzione sugli utili accantonati a fondo di riserva indivisibile che, se approvato dal Parlamento, costerebbe alle coop qualche centinaio di milioni di euro. Tre disposizioni fiscali, inserite a sorpresa dal Governo nel decreto-legge che istituisce la Robin tax, che suonano come risposta ai desideri di chi nel centro destra ha sempre visto come fumo negli occhi, la capacità delle cooperative di consumatori di svolgere un ruolo sociale determinante. A cominciare dal senatore modenese Carlo Giovanardi che, aprendo a Modena la scorsa campagna elettorale, accanto a Gianfranco Fini, allora presidente di An, non aveva fatto mistero di auspicare un provvedimento in tal senso. Una misura che colpisce un settore fondamentale del movimento cooperativo italiano che associa quasi sette milioni di soci, e svolge un ruolo importante di contenimento dei prezzi, come sanno bene i socie e consumatori modenesi, di innovazione e di difesa della concorrenza in un mercato che sarebbe altrimenti dominato dalle grandi catene straniere della distribuzione commerciale. Contro il provvedimento si scaglia oggi Legacoop Modena secondo cui “l’iniquità delle misure penalizzerà le cooperative di consumo rispetto ai concorrenti privati della grande distribuzione commerciale,determinando una netta sperequazione competitiva”. Misure che – secondo Legacoop – colpiranno anche le tante filiere produttive nazionali che trovano sbocco nelle reti di vendite della Cooperazione. Per questo, Legacoop si attiverà per promuovere col Governo e con tutti i gruppi parlamentari un confronto serio che consenta di correggere queste misure nel prossimo passaggio parlamentare.


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