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Ex Sipe, il dialogo riparte. Ieri, incontrando i sindaci, le associazioni economiche e cooperative hanno ribadito le critiche e presentato proposte alternative e le amministrazioni si sono dette pronte a ridiscutere il progetto della proprietà. E oggi, secondo round, con sindacati e consumatori.

Il grande Parco commerciale da 30mila metri quadrati con 10 grandi e medie strutture di vendita, che Igd sognava di realizzare nell’area Sipe di Spilamberto quando un anno fa firmò il con la società Le Alte, un preliminare d’acquisto, non si farà mai. E con ogni probabilità nemmeno la versione ridotta, da 23mila metri quadrati, che sino a ieri pareva essere l’obiettivo delle amministrazioni di Vignola, Savignano e Spilamberto. Davanti alle associazioni economiche e cooperative, i sindaci Adani, Fornari e Lamandini hanno preso le distanze dalla proposta, sottolineando come quella presentata dalla proprietà sia solo un’ipotesi di cui discutere. Una svolta salutata con favore da Lapam Licom, Cna, Confesercenti e Legacoop che avevano duramente criticato quel progetto di recupero dell’ex polveriera. “Adesso – dicono le associazioni – si può tornare a discutere serenamente su come recuperare un’area così importante per lo sviluppo del vignolese”. E per dare il buon esempio, Lapam Licom, Cna e Confesercenti hanno presentato ai sindaci un documento congiunto con alcune proposte concrete in cui si dicono disponibili ad investire nel Parco scientifico, trasferendovi attività, come il centro saldature o quello per la ricerca dei materiali, a patto che si riduca la superficie del Parco commerciale, che non deve essere superiore a quella prevista per la zona dal piano della Provincia, e si ampli quella destinata ad artigianato avanzato e imprese innovative. In pratica, un ritorno all’accordo di programma già firmato nel 2004, senza fughe in avanti. Dopo l’incontro odierno dei tre sindaci con sindacati e consumatori, la discussione coinvolgerà ora anche la Provincia, con l’obiettivo di inserire le proposte per il recupero dell’ex Sipe sia nei piani provinciali, Ptcp e Poic, sia nel Psc dell’Unione Terre di castelli.


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