in:

L’Università di Modena e Reggio Emilia potrebbe pensare a un corso per ingegneri nucleari, se il Governo andasse avanti in questa direzione. I saperi in Italia non sono andati dispersi dopo Chernobyl. Lo afferma lo stesso preside della Facoltà di Ingegneria Giuseppe Cantore.

Il Governo annuncia nuove centrali nucleari entro la fine della legislatura. Confindustria le chiede a gran voce. L’Enel dice di essere pronta. Non manca la schiera di scettici e contrari. Ma a che punto è la formazione in Italia? Nel 1986, dopo l’incidente di Chernobyl, e il referendum che sancì lo stop al nucleare in Italia, le centrali esistenti vennero smantellate, e i cervelli preparati secondo le più avanzate tecnologie dell’epoca dovettero convertirsi all’edilizia o al settore energetico tout court. Ma la cultura del nucleare non è mai stata persa, sostiene il Preside della Facoltà di Ingegneria di Modena. Basterebbe poco per recuperarla, e integrarla con i passi avanti fatti negli anni. E, se davvero si andasse in questa direzione, potrebbe persino nascere un corso specifico a Modena…


Riproduzione riservata © 2016 TRC