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Ex – Sipe, è tutto da rifare. A dirlo sono Cna, Confesercenti e Lapam Federimpresa che, dopo gli incontri con gli associati, hanno elaborato un documento comune. Alle amministrazioni, la richiesta di aprire un tavolo di confronto sul recupero dell’area, ritenuta centrale per lo sviluppo complessivo del vignolese.

La sfida delle associazioni sull’area dell’ex Sipe. Evitare un no preconcetto, rilanciare l’idea di un polo tecnologico all’avanguardia e al servizio delle imprese del territorio, ma bocciando in toto la proposta di modifica dell’accordo del 2004, che i proprietari dell’area stanno discutendo con le amministrazioni di Spilamberto, Vignola e Savignano. Dopo gli incontri con gli associati, Cna, Confesercenti e Lapam Federimpresa sono ancora più convinte dell’idea che l’attuale proposta sia irricevibile, nel merito, ma anche nel metodo con cui le amministrazioni interessate stanno procedendo alla modifica dell’intesa del 2004, che aveva come perno centrale il parco scientifico e tecnologico. Secondo Daniele Bartolini, dell’osservatorio politico di Lapam Federimpresa, infatti, i tre comuni avrebbero chiesto alle associazioni di esprimersi sul progetto in pochissimi giorni, quando invece, sarebbe stato necessario approfondire accuratamente l’impianto complessivo della proposta, destinata a segnare lo sviluppo del vignolese per 15 – 20 anni. Nel merito le associazioni ritengono che la costruzione di un grande Parco commerciale stravolgerebbe la centralità del polo tecnologico che resterebbe come attività residuale e senza prospettive di sviluppo. In più, la trasformazione degli insediamenti commerciali da piccoli a grandi metterebbe in grande difficoltà le attività localizzate nei centri urbani, non solo del vignolese, ma anche di realtà limitrofe come Castelfranco. Senza dimenticare l’impatto ambientale su un’area di particolare pregio e molto delicata. Basti pensare che il costruito della sola zona commerciale, comprensiva di parcheggi e aree accessorie, raggiunge i 120mila metri quadrati, come 22 campi da calcio. Uno vicino all’altro. "Per questo – chiarisce Marco Poggi, coordinatore sindacale di Confesercenti – la discussione con le amministrazioni deve partire da due criteri preliminari: l’intervento commerciale deve essere esclusivamente complementare e compatibile con la rete distributiva esistente e le sue dimensioni non devono essere maggiori di quanto previsto dal piano provinciale del commercio". Le associazioni respingono lo stravolgimento che si vuole dare allo sviluppo dell’Ex Sipe anche perché il Parco commerciale soffocherebbe il parco scientifico e tecnologico, riducendo gli spazi destinate alle aziende per le fasi di start up e spin off. "Il nostro – sottolinea Claudio Migliori, presidente della Cna della zona di Vignola – è un sì convinto al parco scientifico e tecnologico, a patto che questo non sia uno specchietto per le allodole. Per questo è fondamentale che tutti i soggetti in campo, a cominciare da Provincia e Università, diano la loro piena disponibilità ad operare".


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