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Assemblea di bilancio di Coop Estense, la cooperativa della grande distribuzione che, nonostante il calo dei consumi, chiude il 2007 con un utile di 30 milioni di euro. Una tavola rotonda sulla povertà.

Un anno difficile, caratterizzato da un calo dei consumi generato dalla difficoltà di fasce sociali sempre più ampie della popolazione a far quadrare i conti a fine mese. Nonostante questo Coop Estense chiude il 2007 con un giro di vendite superiori al miliardo e 259 milioni di euro e un utile di esercizio di 30 milioni e 400mila euro. Il tradizionale appuntamento dell’assemblea generale ordinaria dei delegati quest’anno si è tenuto a Ferrara, l’occasione non solo per fare il punto sul bilancio contabile, ma anche su quello dell’attività sociale, sul ruolo svolto dalla cooperativa nella crescita dei territori in cui è radicata. “Brutti, ma buoni”, il progetto di riutilizzo sociale dell’invenduto, è il fiore all’occhiello, ma, più in generale, il risparmio di cui hanno beneficiato i soci è paragonabile all’entità dell’utile di esercizio: ben 30 milioni di euro. E che le persone apprezzino lo dimostra la continua crescita della base sociale: anche quest’anno altri 20mila tra consumatori modenesi, ferraresi e pugliesi sono diventati soci Coop Estense, quasi una piccola città. “Oggi la povertà è vissuta come una minaccia all’ordine, una colpa individuale, e non un male sociale” E’ anche per questo, forse, che diventa sempre più difficile combatterla. Perchè il numero dei poveri continua a crescere, e non soltanto in quelli che, per comodità, definiamo i paesi in via di sviluppo. Di un tema che angoscia e dovrebbe scuotere le coscienze – ma in realtà accade sempre meno – si è parlato ieri a Ferrara nel corso di una tavola rotonda organizzata nell’ambito dell’assemblea di bilancio di Coop Estense. Un profondo conoscitore della materia come il modenese Ivano Barberini, presidente dell’Alleanza cooperativa internazionale, ha chiamato a discuterne chi, per professione o per avventura personale, si cimenta concretamente con possibili soluzioni: Gianni La Bella, docente di storia contemporanea e amministratore delegato della Comunità di Sant’Egidio, Mario Lucchini, direttore generale della Fondazione Banco Alimentare e Andrea Segrè, preside della Facoltà di Agraria a Bologna e inventore del Last minute market. Il nostro è un mondo duale – ha ricordato Segrè – cresce la ricchezza e cresce la povertà.


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