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Sul recupero dell’ex Sipe di Spilamberto scende in campo anche Confcommercio. Dopo l’accesa Assemblea di ieri sera, l’associazione esprime “netta contrarietà” alla realizzazione di un Parco Commerciale da oltre 20mila metri quadrati.

Si allarga il fronte del no al nuovo progetto di recupero dell’ex Sipe di Spilamberto che prevede, tra gli altri interventi, anche la realizzazione di un Parco commerciale di oltre 20mila metri quadrati. Dopo Cna, Confesercenti, Lapam Licom, sindacati e legacoop, ora anche Confcommercio assume una posizione critica sull’intervento, in linea con quanto il presidente provinciale Carlo Galassi aveva già espresso in una nota dello scorso ottobre. Ma stavolta, la contrarietà assume un peso ancora maggiore, dal momento che la posizione dell’associazione è scaturita, ieri sera, al termine di un’accesa assemblea dei soci. In particolare Confcommercio si dice preoccupata per le ripercussioni che l’intervento può avere sulle piccole e medie imprese e sugli esercizi attivi nei centri storici di Vignola e degli altri comuni della zona. Da qui l’indicazione di due aspetti ritenuti imprescindibili: che le attività commerciali che si insedieranno all’ex Sipe siano alternative a quelle presenti nei centri storici e che l’intero progetto sia pensato per favorire lo sviluppo dell’imprenditoria locale. In questo senso, Confcommercio si dice ancora favorevole alla realizzazione del Parco scientifico tecnologico e alla destinazione di una parte dell’area ad attività commerciali di prossimità. In questo senso, l’Assemblea di ieri sera sollecitato un lavoro congiunto con le altre associazioni economiche per presentare, per l’ex Sipe, un progetto alternativo che integri qualificazione commerciale e sviluppo artigianale e produttivo.


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