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Idraulici, parrucchieri e addetti alle macchine utensili cercasi. A Modena, quasi il 60% di queste professionalità mancano all’appello degli artigiani. Un dato che mette la nostra città all’undicesimo posto in Italia, per la mancanza di manodopera specializzata.

Parrucchieri, estetisti, idraulici, falegnami e addetti alle macchine utensili sono in via di estinzione. Un problema per una realtà fatta di piccole e medie imprese come la nostra, in cui queste professionalità rappresentano il motore dell’economia locale. L’allarme per la mancanza di manodopera specializzata arriva da Confartigianato, che sul tema ha condotto un’indagine specifica. A livello nazionale, la ricerca mette in evidenza l’irreperibilità di quasi un 50% di chi dovrebbe svolgere mestieri richiesti dalle aziende di dimensioni limitate. Nella ricca Modena, questa percentuale sale al 57,6%, undicesima a livello nazionale. Peggio in Regione solo Ravenna, prima, e Ferrara, terza. L’Emilia Romagna è seconda in Italia. Nel nostro territorio, a suscitare maggior allarme è l’assenza di una buona parte degli addetti alla robotica e alle macchine utensili automatiche richiesti dal mercato. “Nell’artigianato le opportunità di lavoro non mancano – afferma il segretario generale di Lapam Modena Carlo Alberto Rossi – quello che manca sono i giovani che vogliano intraprere un lavoro di tipo artigianale”. Un’occupazione stabile, se si considera che nelle aziende fino a 20 addetti la quota di lavoratori a tempo indeterminato arriva al 91%, contro l’86% della media nazionale, fa sapere Confartigianato. Il problema, secondo il segretario Lapam, è di carattere culturale, e riguarda l’orientamento scolastico. La ricetta, conclude “rivalutare istituti tecnici e professionali, e ridare dignità ai mestieri che costituiscono la linfa delle aziende manifatturiere nostrane.”


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