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Tantissimi gli eventi collaterali al festival. Dall’ironia di Neri Marcorè e David Riondino a Sassuolo, alla magia della storia virtuale alla chiesa di Sant’Agostino

La filosofia si fa spettacolo, ironia, storia locale..sempre più gli eventi collaterali al Festival vanno ad arricchire la tre giorni di appuntamenti dedicati alla Verità. La prima giornata a Sassuolo si è chiusa insieme a Neri Marcorè e David Riondino, con lo spettacolo “chi ha incastrato la verità” un palleggio ironico sul tema tra due principali protagonisti dello spettacolo italiano

E sul palco non poteva mancare il riferimento ad una sassolese doc come Caterina Caselli, che della verità ha fatto il suo cavallo di battaglia

Una verità di facciata ma che affonda le sue radici più profonde nell’arte e nella storia di Modena. Con la proiezione sulla facciata della chiesa di Sant’Agostino, riaperta recentemente dopo il sisma del 2012, si viene trascinati in un viaggio fino al 1659 quando la chiesa venne ornata per i funerali di Francesco I d’Este. Per la cerimonia, infatti, la chiesa fu interamente addobbata a lutto, sia all’interno che all’esterno, con materiali che ne trasfigurarono provvisoriamente la “vera” architettura. Il decoro venne poi smantellato al termine delle esequie ed è sopravvissuto solamente in descrizioni e incisioni del tempo. Testimonianze preziose che hanno reso possibile la magia della ricostruzione virtuale


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