in:

Il gruppo Facebook “Salviamo il teatro Carani” viaggia verso i 2600 iscritti e attraverso l’hashtag omonimo la campagna online sta spingendo sull’acceleratore, raggiungendo anche grandi artisti.

Nella città che ha dato i natali ad artisti del calibro di Caterina Caselli, Pierangelo Bertoli e Nek, se ne sta andando quello che era l’ultimo baluardo dell’arte: il teatro Carani. Sempre più agonizzante dopo che, ad Ottobre 2014, causa il cedimento di un controsoffitto, è stato dichiarato inagibile. Non solo. Pochi giorni fa un colpo ancora più pesante: il danno è stato quantificato in 140 mila euro, cifra astronomica, sia per l’amministrazione comunale, affittuaria dei locali, che ha scelto di recedere dal contratto di locazione, sia per la proprietà stessa. E i sassolesi, che a quel piccolo gioiellino sono comprensibilmente affezionati, tremano, per il timore di rimanerne orfani. Così si sono scatenati sul web. Il gruppo Facebook “Salviamo il teatro Carani” viaggia verso i 2600 iscritti e attraverso l’hashtag omonimo la campagna online sta spingendo sull’acceleratore, raggiungendo anche i grandi artisti che su quel palco si sono esibiti. Il primo ad assicurare il proprio sostegno è stato Mauro Di Francesco e all’attore milanese si sono aggiunti, fra gli altri, Enrico Bertolino e Sergio Muniz. Nel frattempo, sempre in rete, è partita anche la petizione da firmare e le proposte non mancano. Intanto un primo incontro pubblico, il 5 marzo, in Sala Biasin: sarà l’occasione per raccogliere idee, illustrare progetti e discutere di una eventuale fondazione, con quella formula dell’azionariato popolare già lanciata in tempi “non sospetti”.


Riproduzione riservata © 2017 TRC