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Un libro per parlare della vita degli emigranti italiani partiti per trovare un lavoro come minatori in Belgio. È quello che ha scritto Sonia Salsi, nipote e figlia di minatori, in occasione dell’anniversario della strage di Marcinelle

Un lavoro massacrante, una vita passata a scavare nelle viscere della terra, con scarsissime misure di sicurezza, turni infiniti, e la paura, costante, di rimanere intrappolati lì sotto. È la vita dei minatori, di quegli italiani che hanno fatto le valige e si sono trasferiti all’estero, per trovare lavoro. A 58 anni dalla tragedia minerario di Marcinelle, Sonia Slasi, nipote e figlia di minatori, ha deciso di raccontare la storia della sua famiglia in un libro. I ricordi dei singoli diventano un’unica voce, memoria collettiva di una catena migratoria, partita dall’Italia centrale per lavorare nelle miniere di carbone nella regione belga del Limburgo.


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