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Presentato oggi a Venezia il documentario su Vasco Rossi. Assente il rocker ancora convalescente, che però scrive sulla sua pagina Facebook attaccando ancora Giovanardi sulle droghe. Il Condacons chiede la chiusura del profilo dell’artista.

“Il rock ti dà l’idea che tutti possano farcela”. E’ la frase con cui si apre Questa storia qua, il documentario su Vasco Rossi, presentato oggi fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e in uscita nelle sale il 7 settembre. La voce di Rossi che si racconta e una quindicina delle sue canzoni più amate, da Anima fragile a Albachiara, da Vivere alla nuova I soliti, fanno da filo conduttore a un percorso inedito tra il suo impatto con il successo, e il modo di viverlo, la genesi dei suoi primi successi, ma soprattutto il suo periodo meno conosciuto, quello dell’infanzia e degli anni passati a Zocca. Un viaggio possibile grazie alla ricchissima collezione di materiale inedito, tra filmati e foto, i racconti della madre di Vasco, Novella, della sua tata e degli amici di una vita del rocker. Il cantautore rievoca anche episodi dolorosi, come il suo arresto nel 1984 per possesso di stupefacenti, e incontri fondamentali come l’amicizia fraterna con Massimo Riva, il chitarrista e co-autore che l’ha accompagnato per buona parte della sua vita, scomparso prematuramente nel 1999. Il film sarà proiettato in anteprima domani sera alle 20,30 e alle 22,30 al cinema “Antica filmeria Roma di Zocca”. Sul sito di Trc è possibile vedere il trailer. E intanto lui, Vasco Rossi, divide sempre di più le coscienze. Da un lato un esperto oncologo come il prof. Umberto Tirelli lo attacca definendo “inaccettabili ed in forte contrasto con la realtà” le affermazioni rilasciate dal rocker nei giorni scorsi quando, ad una rivista, aveva dichiarato che in caso di tumore non si sarebbe curato ma sarebbe andato ai Caraibi. Dall’altra è il cantante a mettere a segno, un nuovo affondo al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. Il rocker scrive su Facebook: “Giovanardi si e’ inventato uno spot tv in cui una bella donna si trasforma in un vampiro che morde un ragazzo, con piccolo quantitativo di maria al collo, e rappresenta in questo modo la “droga che ti uccide”. Ma – prosegue il cantante – Non e’ mai morto nessuno a causa di uso o abuso di maria!”. Un post che ha mandato su tutte le furie il Codacons, tanto che l’associazione ha deciso di rivolgersi alla Polizia Postale chiedendo la chiusura della pagina Facebook dell’artista.


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