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Le collezioni civiche modenesi si sono arricchite di una nuova opera: una “Madonna in trono” della fine del Quattrocento. Un dipinto di grande fascino, che è però avvolto dal mistero.

Un dipinto tardo quattrocentesco di cui si conosce poco o nulla: non il nome dell’autore e né quello del committente. Non è chiaro nemmeno se si tratti di una pala d’altare oppure di uno stendardo processionale. Ma i tanti misteri che circondano la “Madonna in trono e Santi” non fanno che accrescere il fascino dell’opera, che da oggi è andata ad arricchire le collezioni civiche modenesi. Concesso in prestito dai proprietari, che lo hanno ceduto gratuitamente al museo per 5 anni, il quadro è stato presentato questa mattina con un dibattito nella sala dell’Oratorio alla presenza del critico e storico dell’arte Angelo Mazza e della direttrice del museo civico Francesca Piccinini. Quest’ultima ha auspicato che la permanenza dell’opera in una sede pubblica possa favorire il fiorire di nuovi studi, utili a risolvere i tanti enigmi che ancora la avvolgono. Fin da ora è comunque possibile godere della bellezza di un dipinto che fonde in modo mirabile le spigolosità dei pittori ferraresi alla cultura bolognese , trovando nel realismo plastico dello scultore Guido Mazzoni un importante anello di congiunzione.


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