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La cultura come filo conduttore dello sviluppo della città. Con la presentazione di ieri pomeriggio del progetto di recupero del Sant’Agostino prende sempre più forma questo interessante piano per la crescita economica e turistica di Modena.

La Casa Natale Enzo Ferrari, in costruzione; il nuovo teatro delle Passioni all’ex Amcm pensato come centro di sperimentazione e creazione, che prima o poi diventerà realtà, la valorizzazione della Galleria Estense, dopo il trasferimento delle biblioteche storiche dal Palazzo dei Musei, ma anche attività già consolidate come il Festival della filosofia, i corsi di bel canto di Mirella Freni e Raina Kabaivanska, le collezioni fotografiche della Fondazione Cassa di Risparmio, il museo della figurina, il centro musica e le sue sale prove. Senza dimenticare le eccellenze più note: il Duomo e la Ghirlandina, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e quelle che potrebbero essere meglio valorizzate: la Modena di Pavarotti, a cominciare dal teatro, Palazzo ducale, le chiese barocche, il San Carlo. Un elenco che fa davvero una certa impressione e dimostra perché Modena può puntare ad essere una capitale italiana della cultura. Ma in fila, almeno sino ad ora, questo insieme di emergenze architettoniche, luoghi, opportunità e proposte culturali raramente le abbiamo messe. Almeno sino ad ieri, quando in occasione della presentazione del progetto di recupero del Sant’Agostino, in un Baluardo della Cittadella strapieno, è apparsa con chiarezza che grande opportunità abbia Modena nei prossimi anni e come la cultura possa diventare il filo conduttore della crescita turistica ed economica della città. Un progetto che sta nascendo e avrà come simbolo le lame, le due torri in vetro visibili a tutti che conterranno quasi un milione di libri, pensate da Gae Aulenti come deposito delle biblioteche Estense e Poletti. Una sfida affascinante che può segnare il futuro di Modena.


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