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La "Perla modenese" del Raffaello è stata svelata ieri sera al palazzo dei Musei di fronte agli appassionati d’arte e alle autorità cittadine: l’autenticità non è confermata, ma è ormai più di un semplice sospetto. Tutte le news di cultura.

Una storia da Codice Da Vinci in salsa nostrana: se troverà riscontro, darà nuovi brividi agli appassionati dell’arte che già ieri sera sono andati a vedere coi propri occhi “la perla modenese”, il Raffaello perduto nell’inventario della Galleria Estense. Correva l’anno 1663: un volto di donna, con ricca cornice “di galleria”, viene archiviato come “riferito al raffaello”. Molti anni dopo, alla fine dell’Ottocento, Adeodato Malatesta ne decide il restauro, prima che il suo successore alla direzione della galleria, Adolfo Venturi, decida invece di metterla da parte, troppo più curioso di scoprire Velasquez e gli Impressionisti per dedicare tempo e risorse a uno dei maestri del Cinquecento. L’autenticità dell’opera non è ancora certa, ma Mario Scalini, sovrintendente uscente, ne è convinto. Alla base della scoperta e della rivalutazione dell’opera dimenticata, un dettaglio: la cornice. Spettacolare, preziosissima: impossibile immaginarla attorno a un dipinto di minor valore, ha spiegato Scalini. Realizzarla oggi costerebbe decine di migliaia di euro; ritrovarla attorno ad un Raffaello dimenticato da tre secoli e mezzo, è un valore non quantificabile. Bevilacqua ricorda Sanguineti in Piazza XX settembre Domani alle 18 in piazza 20 settembre i primi versi di “Poesie dalla fine del Mondo”, rassegna letteraria che presenterà le letture di ben tredici autori nel corso del weekend. Alberto Bevilacqua l’ospite più atteso, nel ricordo del grande Edoardo Sanguineti. Memorie in versi per Edoardo Sanguineti, poeta e scrittore genovese scomparso dieci giorni fa. Poesie dalla fine del Mondo, dal nome della raccolta che Antonio Delfini pubblicò nel 1961: i più importanti poeti italiani, a Modena, per declamare i loro versi nel teatro suggestivo di Piazza XX Settembre. Tredici nomi preziosi, da Maurizio Cucchi a Patrizia Cavalli, Gianni D’Elia e Giusi Quarenghi. Letture, presentazioni, dibattiti, presentati da Alberto Bertoni, poeta e docente al dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna. Domani, dalle 18 alle 21, la prima parte della rassegna, che si concluderà domenica nella stessa fascia oraria. Chiude Alberto Bevilacqua, grande nome della letteratura italiana non soltanto in versi. Al poeta sassolese Emilio Rentocchini spettano gli onori di casa. Dietro alla maschera, i segreti della Vezzali Ieri sera primo appuntamento con la rassegna Memorie di Sport: alla Delfini c’era Valentina Vezzali, cinque medaglie d’oro olimpiche nella scherma, intervistata dal giornalista Vittorio Zincone. Dietro la maschera c’è una sorpresa: non la grinta spiritata delle pedane olimpiche, quella che fa balzare all’indietro persino i suoi tifosi prima dell’assalto, ma un sorriso disteso da mamma in gran forma. Valentina Vezzali si racconta in un libro: "A viso scoperto", presentato ieri nel chiostro della biblioteca Delfini. Ovvero come vincere cinque medaglie d’oro olimpiche, riscrivendo la storia, mettendoci in mezzo un matrimonio e due gravidanze. Nessuna rinuncia: solo obiettivi. Il prossimo orizzonte è Londra 2012, ormai prossimo. Anche per un’atleta di 36 anni che nel 2006 aveva messo su oltre venti chili, diventando mamma, ed è stata capace di bruciarli in quattro mesi per tornare in pedana da numero uno del mondo. Per Valentina l’impossibile non esiste, durante e dopo la scherma.


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