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E’ aperta da questo fine settimana la mostra “Rare pitture” dedicata all’arte del ‘600 nel carpigiano e dislocata su tre sedi.

Nel Seicento il patrimonio pittorico della città di Carpi si arricchisce di opere di Carracci, Guercino, Guido Reni ma anche di Caula, Stringa, Palma il Giovane e Mattia Preti. Opere che, dal fine settimana scorso, possono essere visitate nell’ambito della rassegna “Rare pitture” dislocata su tre sedi: Palazzo dei Pio, la Chiesa di S.Ignazio-Museo diocesano e Palazzo Foresti. L’anteprima della mostra era stata ospitata, nei giorni scorsi, nello showroom milanese di Blumarine, uno dei partner privati che ha reso possibile far arrivare a Carpi opere di diversa provenienza. La mostra, accompagnata da un volume nelle cui pagine è stato ricostruito il contesto artistico ma anche storico-politico e culturale della Carpi del diciassettesimo secolo, è stata realizzata in collaborazione con Blumarine, Abitcoop, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Cmb, Unipol assicurazioni, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.


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