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Francesco Guccini ha presentato il suo libro: “Non so che viso avesse”, ieri pomeriggio, in una sala gremita, al Forum Monzani di Modena.

La sua vita raccolta in un libro dal titolo: “Non so che viso avesse”. Francesco Guccini, ieri pomeriggio al Forum Monzani, insieme ai suoi amici di ieri e di oggi – a sorpresa accanto a lui sul palco il correggese Luciano Ligabue -, ha ripercorso le vicende più significative della sua lunga carriera. Cominciando da Modena, dove ha vissuto fino al 1960 per poi scegliere di vivere a Bologna. Ecco allora l’immancabile Bonvi e il suo desiderio di una scenografia all’americana. “Non si è mai capito bene cosa intendesse”. E le serate trascorse al parco, a 15 anni, a suonare la chitarra con la granita da 20 lire e tre nazionali. Non poteva mancare il suo maestro elementare, Palmieri, che non aveva una grossa considerazione per le capacità di scrittura del cantante emiliano. “Scrivere un libro, dice, era l’unico modo per raccontare la mia vita: fingendo di parlare d’altro per dire tutto di me”. Una vita intensa. Tanti luoghi e tanti aneddoti: le osterie, le balere, le giacche con i lustrini e il rock and roll. E ancora, l’amore per il cinema, per gli amici, per le chitarre e per i fumetti. E i luoghi, Pavana con il mulino degli avi, il bosco, il fiume e la montagna pistoiese.


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