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Una mostra ricca di fascino e mistero al Museo civico di Castelfranco Emilia. Espone i reperti scheletrici completi del proprio corredo, ricreando la situazione di rinvenimento di alcune tombe e mettendo in luce i riti e le peculiarità che contraddistinguono le sepolture.

Sono quasi sempre maschi, giovani adulti di età compresa tra i 25 ed i 35 anni, gli arti orrendamente mutilati, i crani asportati o trafitti da chiodi, i corpi sepolti faccia a terra, spesso legati, parzialmente cremati o devastati in modo cruento. Le chiamano sepolture devianti. Sempre più spesso la ricerca archeologica ci consegna da un passato nemmeno troppo remoto queste tombe anomale in cui sembra sia saltato il nesso di causalità tra morte e pietà. Si infieriva sul cadavere in modo così brutale per respingere o prevenire i cosiddetti “revenants”, letteralmente “coloro che ritornano”. La mostra “Sepolture anomale. Indagini archeologiche ed antropologiche dall’epoca classica al Medioevo in Emilia Romagna”, allestita al Museo civico archeologico di Castelfranco fino al 21 febbraio, illustra i risultati degli studi condotti dal Laboratorio di Bioarcheologia e Osteologia Forense dell’Università di Bologna su una decina di sepolture anomale rinvenute negli ultimi anni in regione, durante gli scavi archeologici diretti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna. La mostra espone i reperti scheletrici completi del proprio corredo, ricreando la situazione di rinvenimento delle tombe e mettendo in luce i riti e le peculiarità che contraddistinguono le sepolture. Attraverso i casi presi in esame, vengono analizzati gli esiti che la sfera del sacro produce all’interno dei riti legati alla morte, considerato l’ambito nevralgico per eccellenza delle credenze legate al mondo soprannaturale. Partendo da qui, viene tracciata la storia dell’uomo dal peculiare punto di vista del rapporto con i propri defunti e dei comportamenti devianti o poco ortodossi connessi ad un conflitto aperto tra il mondo dei vivi e quello dei morti che, all’interno dei racconti folklorici, prende la forma dell’eliminazione del vampiro o, per meglio dire, del revenant.


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