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Per un giorno Modena torna ad essere la capitale del beat italiano. Martedì 29 settembre, giorno scelto in omaggio alla celebre canzone di Battisti e Mogol, una serie di iniziative ricorderanno quell’irripetibile stagione.

Seduto in quel caffè io non pensavo a te… Cantava l’Equipe 84 nel 1967 e quel caffè era il bar Grande Italia di largo di Porta Bologna di Modena, storico ritrovo di musicisti beat. Qui, in quegli anni, si davano appuntamento l’Equipe 84, i Nomadi, Francesco Guccini, Caterina Caselli, quelli che diventarono i simboli di una generazione. La generazione beat, di cui “La piccola città bastardo posto” di Guccini fu a pieno titolo la capitale italiana. In omaggio a quell’irripetibile stagione non soltanto musicale, martedì 29 settembre, guarda un po’, Modena organizza una serie di eventi per ricordare gli anni sessanta, sin dal primo pomeriggio. Poi, a Porta Bologna, alle 19, sarà scoperta una targa e il largo sarà sentimentalmente intitolato Piazzetta 29 settembre. Il resto della serata avrà come scenario piazza Grande, dove dopo l’Hippy hour, inizierà una serata-concerto beat, condotta da Leo Turrini, che vedrà tra gli ospiti Beppe Carletti, Caterina Caselli, Mogol e tanti altri big della musica modenese. Gran finale con il concerto di Maurizio Vandelli, che dell’Equipe 84 era la storica voce.”Modena può considerarsi a pieno titolo la capitale del beat italiano, commenta l’assessore alla cultura Roberto Alperoli: è la città dove negli anni Sessanta sono nati i Nomadi, l’Equipe 84, Francesco Guccini, Caterina Caselli e diversi gruppi”, commenta l’assessore alla cultura del Comune di Modena Roberto Alperoli.


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