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Si è chiusa, ieri sera, con la sala gremita di pubblico, la 25esima edizione del Festival nazionale ed europeo del teatro per ragazzi di Marano.

Mirella Freni non ha potuto essere presente perchè impegnata alla Scala di Milano con altri suoi allievi, ma ha mandato un messaggio augurale. Il gran lavoro che altre due sue studentesse del Cubec, la scuola di perfezionamento di canto di Vignola, Costanza Gallo e Sara De Matteis hanno fatto, in questi mesi, con i ragazzi della scuola media Muratori, è culminato in un incantevole piccolo spettacolo andato in scena, proprio ieri sera, al Centro culturale di Marano. “Il re che doveva morire”, opera teatrale cantata per voce narrante, solisti, coro di voci bianche e orchestra, musiche di Giancarlo Facchinetti, tratto da “Favole al telefono” di Gianni Rodari, ha chiuso, con successo, la 25esima edizione del Festival nazionale ed europeo del teatro per ragazzi di Marano. La caratteristica che ha sancito il sempre crescente consenso raccolto dalla rassegna è il fatto che porta in scena non solo il teatro per i ragazzi, ma il teatro dei ragazzi: sono loro infatti i protagonisti, coloro che calcano le scene dopo mesi di prove. Su questa falsariga si colloca il progetto Scuola Teatro del Belcanto voluto dalla Fondazione Nicolai Ghiaurov, da Mirella Freni e dalla Scuola Media Muratori di Vignola: al suo secondo anno di vita, punta proprio ad avvicinare in maniera attiva i giovanissimi all’esperienza del teatro passando attraverso il canto. Non quello delle canzonette, ma quello della grande tradizione lirica italiana. 80 i ragazzi delle Scuole medie di Vignola che, per settimane, da gennaio fino a maggio, sono tornati a scuola il pomeriggio per confrontarsi con un testo, quello di Rodari, non certo leggero, un insegnamento su come la vita accomuni, nel suo finire, il potente e l’ultimo dei più poveri. La preparazione scenografica è stata curata dal maestro Roberto Neulicheld. Ad accompagnare dal vivo l’opera un ensemble orchestrale diretto dal fagottista Franco Fusi.


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