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Quest’anno si celebrano i 90 anni dalla fine della prima guerra mondiale. E mentre il Governo annuncia che il 4 novembre diventerà una giornata festiva, a Modena esce un libro dedicato al primo conflitto mondiale che ricostruisce gli aspetti della vita economica, politica e sociale modenese durante la Grande Guerra.

Doveva essere una guerra breve e invece durò quattro anni. Solo nella nostra provincia, nel conflitto, morirono più di 7mila militari, senza contare le migliaia di feriti e di mutilati. ‘Modena e provincia nella Grande Guerra’ è il titolo del libro scritto a quattro mani da Fabio Montella e Mirco Carrattieri, con il contributo del Comune di Mirandola e della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, uno dei pochi, forse l’unico volume dedicato alla prima guerra mondiale nella nostra provincia, edito dal Gruppo Studi Bassa Modenese. Tra il 1914 e il 1918 prima ma anche dopo la guerra vera e propria, Modena diventa un centro strategico per la cura dei militari feriti e per l’accoglienza dei profughi, le donne entrano nel ciclo produttivo: sono loro che coltivano i campi mentre gli uomini sono al fronte, e sono loro che lavorano nelle fabbriche riconvertire alla produzione bellica, come il cotonificio della Sacca che viene trasformato in un proiettificio. Domani è il 4 novembre, Festa dell’Unità d’Italia e quest’anno si celebrano i 90 anni dalla fine della prima guerra mondiale. Una ricorrenza spesso vissuta in tono minore, anche se è volontà del Governo ripristinare la festività al pari del 25 aprile e del 2 giugno.


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