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La poesia linguaggio universale e della fratellanza: Giuseppe Conte ha provato a cimentarsi con l’arduo compito di spiegare il senso dell’arte “non utilitaristica” per eccellenza.

La poesia nasce per glorificare quello che c’è di più umano nell’uomo: il linguaggio. E il linguaggio della poesia è talmente universale quanto né Google o la Coca-Cola potranno mai aspirare ad essere. Il Poesia Festival si è aperto con un elogio alla poesia – e alla sua non-funzione in un mondo dove tutto è misurato sul parametro dell’utilità -. Giuseppe Conte ha affidato al paragone con l’attività di tre distinte figure (l’astronomo, il giardiniere e il ribelle) il tentativo di razionalizzare il senso ultimo della poesia. Conte ha tenuto la lezione introduttiva del Poesia Festival a Spilamberto sotto il tendone allestito in piazza Caduti della libertà. A tenere a battesimo l’edizione numero quattro di un festival che è nato quasi come una scommessa, ma che sta, pian piano, crescendo, i sette sindaci dei Comuni coinvolti. Insieme hanno ascoltato, affascinati, il poeta ligure parlare di poesia consolatoria, ma anche di poesia civile.


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