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Sull’esplosione avvenuta nella palazzina di Nonantola venerdì scorso è stato aperto un fascicolo d’indagine contro ignoti, l’ipotesi di reato è disastro colposo.

Sull’esplosione avvenuta nella palazzina di Nonantola venerdì scorso è stato aperto un fascicolo d’indagine dalla procura contro ignoti, l’ipotesi di reato è disastro colposo. Dei tre anziani rimasti coinvolti nessuno è in pericolo di vita. Al Policlinico, nel reparto di cardiologia, è ricoverato Francesco Brusa che si sta rendendo conto in queste ore, Francesco Brusa, il 78enne rimasto vittima dell’esplosione che ha squarciato un appartamento in via della Cappellina a Nonantola venerdì scorso, del piccolo grande miracolo che, insieme alla moglie di 74 e allo zio di 88 anni, lo ha visto protagonista quando il boato, avvertito chiaramente in tutta Nonantola, ha sventrato il muro dell’appartamento situato al primo piano della palazzina.
Lo scenario che si è presentato ai soccorritori ricordava quello di un bombardamento, eppure i tre anziani non sono in pericolo di vita. La moglie di Francesco, ancora al centro grandi ustionati di Parma, sta meglio. L’ha salvata lui, quando ha visto che le bruciavano i vestiti.
Lo zio, l’unico al momento già dimesso, era il più vicino all’esplosione, si trovava nel cucinotto. La preoccupazione di Francesco Brusi oggi è quella di avere presto un tetto sopra la testa.


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