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La polizia di Bologna ha arrestato una madame che gestiva un traffico di prostitute: le indagini dopo la denuncia di una vittima

Alle prime ore di stamattina, personale della Squadra Mobile della Questura di Bologna ha eseguito una ordinanza di arresti domiciliari emessa dal GIP una nigeriana di 33 anni, ritenuta responsabile dei reati di reclutamento, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (aggravati perché commessi con violenza e minaccia ed ai danni di più persone) e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
L’attività d’indagine ha avuto origine dalla denuncia di una giovane cittadina nigeriana, che raccontava dettagliatamente le proprie vicissitudini da quando, nel luglio del 2016, si era determinata a lasciare la Nigeria dietro la falsa promessa di un’attività lavorativa da svolgere in Italia.
Dopo il consueto rito “juju”, che la obbligava alla promessa di pagare 30.000 euro alla madame alla quale sarebbe stata affidata, seguiva il viaggio verso la Libia e da lì, in Italia, dove sbarcava sulle coste della Sicilia.
Condotta in un centro di accoglienza di Milano, la ragazza prendeva contatti con l’indagata, della quale aveva ricevuto il nome ed il numero sin da quando, nel paese d’origine, era stata sottoposta al rito “juju”. La futura sfruttatrice la raggiungeva quindi in quella città per poi condurla nella sua abitazione a Cadelbosco di Sopra (RE), dove già si trovava un’altra giovane connazionale, anche lei vittima dell’indagata.
Appreso il vero motivo del suo arrivo in Italia, dietro minaccia, anche la nuova arrivata intraprendeva l’attività: si prostitutiva a Modena sotto il controllo della madame e seguendo gli insegnamenti della connazionale.
Nel mese di aprile, stanca di quella vita, la ragazza riusciva a fuggire e raccontava il dramma che stava vivendo agli investigatori della Squadra Mobile di Bologna.


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