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Questa mattina in Tribunale a Modena l’incidente probatorio per discutere la perizia psichiatrica e il risultato è la non imputabilità del giovane che ora affronterà un percorso alternativo in una Rems. L’omicidio a fine giugno

Totale incapacità di intendere e di volere: Ghennadi Rizhoc, il 26enne di origine ucraina che lo scorso giugno, a Serramazzoni, uccise la nonna a coltellate,  non andrà a giudizio. Questa mattina in Tribunale a Modena l’incidente probatorio per discutere la perizia psichiatrica e il risultato è la non imputabilità del giovane che ora affronterà un percorso alternativo in una Rems, residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza.

Era il 29 giugno: il 26enne colpì la nonna, Anna Grishechenko, di 67 anni, con un coltello da cucina durante  scoppiata nell’appartamento di via 24 Maggio. La tragedia si era consumata intorno alle 18,30. A trovare il corpo senza vita della donna era stato il compagno della figlia della vittima di rientro a casa. La 67enne era riversa sul pavimento in un lago di sangue. Il nipote era in casa impietrito come in stato di shock. In poco tempo sul posto sono arrivati i carabinieri e i medici del 118 ma purtroppo per la donna non c’era più nulla da fare. “L’ho uccisa io mi ha fatto arrabbiare” avrebbe detto Ghennadi a caldo per poi chiudersi nel silenzio più assoluto. il 26enne viveva con la nonna e il compagno della madre, lei spesso fuori casa per motivi di lavoro. A Serramazzoni da quando era bambino, qualche anno fa la vita del ragazzo aveva preso una piega sbagliata, cattive compagnie e l’abuso di alcol tanto che della sua situazione si erano interessati anche i servizi sociali.


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