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50 cavalli rischiano di morire di fame e di sete, e l’arrivo dell’inverno non potrà che peggiorare le cose. Deceduto un puledro finito nel fiume. Sul posto la nipote di Berlusconi

50 cavalli rischiano di morire di fame e di sete, e l’arrivo dell’inverno non potrà che peggiorare le cose. E’ diventata una corsa contro il tempo nel Ferrarese per salvare cavalli e puledri di un ex maneggio fallito da qualche anno e abbandonato. Gli animali sono stati lasciati a se stessi a Valle Lepri di Ostellato dai vecchi proprietari e ora si trovano in forte difficoltà. In campo, tra i volontari che hanno segnalato e che si stanno occupando dell’emergenza, aggravata dal maltempo, c’è anche Nicole Berlusconi, nipote dell’ex premier. Il caso è scoppiato dopo la morte di un puledro, Resilienza, finito nel canale navigabile per bere ma non era più riuscito a risalire. Era stato salvato dai vigili del fuoco e proprio Nicole Berlusconi a sue spese aveva fatto arrivare l’ambulanza attrezzata da Ravenna, che ha poi raggiunto la clinica veterinaria di San Biagio di Argenta, ma per l’animale non c’era più nulla da fare. All’inizio i cavalli di Valle Lepri erano una settantina, ora ne sono rimasti meno di cinquanta. Sabato pomeriggio il veterinario Giampaolo Maini ha portato agli animali tre balle di fieno. “Fortunatamente – ha detto – gli altri cavalli stanno bene”. Nicole Berlusconi, che come altri volontari ha appreso la notizia dai social network, ha raggiunto personalmente il luogo. “C’è bisogno dell’aiuto di tutti. In quell’area – spiega Lara Salicini di Horse Angels – non c’è più niente da mangiare e i cavalli sono a rischio”. Anche Nicole Berlusconi ha annunciato di voler tornare a Valle Lepri per salvare e trovare una casa ai cavalli abbandonati. Intanto, oltre alla gara di solidarietà, è in moto anche la macchina amministrativa. Nelle prossime ore verrà diramata un’ordinanza del sindaco per spostare i puledri da Valle Lepri. “Le colpe – afferma Nicola Marchi, sindaco di Ostellato – sono di chi ha abbandonato i cavalli e li ha lasciati proliferare. Abbiamo informato la Procura della Repubblica e stiamo tentando di capire proprietà e responsabilità”. Fino al 2015 nell’area in questione c’era un maneggio poi però tutto è finito nelle mani di un curatore fallimentare.


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