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E’ il giorno dell’esecuzione delle misure cautelari per le quaranta persone condannate in abbreviato al processo Aemilia

E’ il giorno dell’esecuzione delle misure cautelari per le quaranta persone condannate in abbreviato al processo Aemilia per i quali ieri la cassazione ha confermato le sentenze Oggi i carabinieri li hanno accompagnati dalle loro abitazioni al comando provinciale. Un passaggio obbligato dopo che la procura ha emesso per ciascuno di loro il decreto di custodia cautelare. Il primo ad arrivare è stato il giornalista Marco Gibertini, già ai domiciliari a Rubiera ma di fatto residente a Carpi, per lui la suprema corte ha confermato la condanna a 9 anni e 4 mesi. E’ accusato di avere agevolato soggetti legate alla cosche della ndrangheta sfruttando le sue conoscenze politiche e imprenditoriali. Per il geometra del Comune di finale Emilia Giulio Gerrini, condannato a 2 anni e 4 mesi l’esecuzione della pena è invece sospesa in quanto inferiore e ai tre anni . Nel frattempo il suo legale l’avvocato Pier Francesco Rossi chiederà per lui la misura alternativa della messa in prova. Sull’ex responsabile del comune tecnico, accusato di avere favorito la famiglia Bianchini negli appalti del cratere sismico non pesa infatti l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Tra i modenesi anche Antonio Frizzale, il benzinaio di Spilamberto accusato di avere indicato ai Sarcone una vittima di estorsioni. E poi Barbara Nigro di Formigine segretaria dei Pelaggi, famiglia di Sassuolo coinvolta in varie vicende giudiziarie. Anche Paolo Pelaggi è tra i condannati per Aemilia con l’accusa di frode fiscale. Si attende a giorni in vece la sentenza di primo grado per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario tra i quali il costruttore di San Felice Augusto Bianchini


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