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Al termine di una camera di consiglio durata quattro ore, la Cassazione ha avvalorato in buona parte l’impianto accusatorio

Quaranta condanne confermate, tra cui quella a 2 anni e 4 mesi al geometra del Comune di Finale Emilia Giulio Gerrini. Al termine di una camera di consiglio durata quattro ore, la Cassazione ha avvalorato in buona parte l’impianto accusatorio dei giudici bolognesi decidendo sui ricorsi presentati da 46 imputati del processo Aemilia, giudicati a Bologna con rito abbreviato. La Quinta sezione penale della suprema corte ha rinviato in appello quattro imputati, tra cui l’avvocato reggiano Giuseppe Pagliani, esponente di Forza Italia, ex consigliere comunale e provinciale, assolto in primo grado e poi condannato a 4 anni in Appello per concorso esterno in associazione mafiosa: per la procura generale Pagliani cercava dagli imprenditori edili cutresi appoggi elettorali, ma la sentenza della Cassazione ha stabilito che il processo in secondo grado è da rifare. Ora gli atti torneranno a Bologna per un nuovo pronunciamento. In attesa della sentenza del processo di Reggio Emilia per gli imputati che hanno scelto il rito ordinario, sentenza prevista per metà novembre, la Cassazione mette un primo punto su questa maxi inchiesta che ha svelato i rapporti e le commistioni della ‘ndrangheta e delle cosche nella nostra regione, l’intreccio nel tessuto economico e gli affari conclusi nella ricostruzione post terremoto. Il responsabile dei lavori pubblici del Comune di finale Emilia Giulio Gerrini è stato condannato con l’accusa di avere favorito negli appalti il costruttore Augusto Bianchini, a sua volta in attesa di sentenza nel processo di Reggio Emilia. I giudici romani hanno accolto in parte i ricorsi delle parti civili, Regione Emilia Romagna e sindacati confederali che ora torneranno in Appello per ridefinire i risarcimenti.


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