in:

La prognosi per lui, ricoverato in rianimazione al Maggiore di Bologna, è riservata. Soltanto un mese fa un altro operaio era morto in un infortunio avvenuto a Modena est. L’allarme dei sindacati

Lotta tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore di Bologna l’operaio albanese di 38 anni colpito da un tubo d’acciaio caduto da un ponteggio. La sua prognosi rimane riservata. Le condizioni dell’uomo, che in un primo momento non sembravano gravi anche perché l’operaio stava lavorando indossando regolarmente il casco di protezione, sono precipitate nei minuti successivi. L’impatto con il pesante manufatto ha provocato un grave trauma cranico. L’operaio stava effettuando dei lavori di ristrutturazione di una casa colonica in via Fruttarola nelle campagne di Finale Emilia quando, durante lo smontaggio di un’impalcatura, un grosso tubo si è staccato colpendolo in testa. Aveva avuto invece un esito fatale un altro infortunio sul lavoro avvenuto esattamente un mese fa alla Alfa Engineering di via Mozart a Modena est. Qui un operaio rumeno di 42 anni era stato colpito dal getto violentissimo dell’acqua durante il collaudo di un impianto dopo che un tubo si era improvvisamente staccato. Scaraventato a metri di distanza dal getto aveva riportato traumi talmente gravi da strapparlo alla vita pochi giorni dopo il ricovero in ospedale. “Morire sul lavoro, non dovrebbe succedere” ripetono con insistenza i sindacati, che chiedono più controlli in fatto di sicurezza. Secondo l’ultima analisi della Cgil, le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale nei primi otto mesi del 2018 sono state in Italia 713, 31 in più rispetto alle 682 dello stesso periodo del 2017.


Riproduzione riservata © 2018 TRC