in:

Centinaia di insulti per un caso di omonimia. Il mondo dei social si scatena contro Raffaele Esposito, pizzaiolo modenese che nulla centra con l’omicida della prostituta a San Donnino

Una caso di omonimia che ha rovinato la vita a Raffaele Esposito, modenese, pizzaiolo di professione. La sua fotografia, rubata da Facebook, è stata infatti associata senza fare alcuna verifica dal portale online “Napoli fan page” a quella dell’Esposito accusato dell’omicidio della prostituta a San Donnino ed di altri due inquietanti casi di violenza e di tentato sequestro. Un errore che da due giorni ha reso Esposito mira di minacce ed insulti di ogni tipo sul web. “Il mio assistito non vive più” – ci ha raccontato il legale dell’uomo Gianpaolo Verna. E intanto sul fronte delle indagini i carabinieri di Modena sarebbero pronti a comparare il dna di Raffaele Esposito, 34enne in carcere per omicidio, violenza sessuale e tentato sequestro di persona, con quello di un individuo finora ignoto rinvenuto sul bastone utilizzato nel 2012 per uccidere Anna Gombia. La donna, 75 anni, fu uccisa a bastonate lungo il percorso natura di Savignano sul Panaro, paese di residenza di Esposito. Proprio a bastonate, stando alle risultanze delle indagini, Raffaele Esposito avrebbe ucciso, lo scorso 30 agosto, la prostituta rumena 31enne Neata Vasilica Nicoleta, il cui cadavere è stato trovato carbonizzato a San Donnino il 10 settembre scorso.


Riproduzione riservata © 2018 TRC