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Dalle “confidenze” di alcuni genitori, preoccupati per i “vizi” dei loro figli, ha preso spunto l’attività antidroga

Dalle “confidenze” di alcuni genitori, preoccupati per i “vizi” dei loro figli, ha preso spunto l’attività antidroga condotta dai carabinieri della stazione di Castellarano che, partendo proprio dalla discreta ma attenta vigilanza su questi ragazzi, monitorati per diverse settimane, sono arrivati a due studenti incensurati reggiani risultati cedere stupefacenti (marjuana e hascisc) a giovani in età scolare. I genitori, infatti, avevano raccontato ai militari i loro sospetti, che hanno portato alla denuncia di due giovani reggiani un 20enne e un 19enne con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. L’attività ha portato ad accertare oltre 100 cessioni di droga in favore di una dozzina di ragazzi, tra cui alcuni minori, tutti segnalati quali assuntori di stupefacenti. Grazie alla visione di numerosi inequivocabili messaggi rinvenuti sull’applicativo WhatsApp del cellulare del 20enne, sequestrato dai carabinieri di Castellarano, i militari hanno ricostruito un anno di spaccio. Dall’analisi dei contatti poi i Carabinieri risalivano ad una dozzina di teenager reggiani, tutti di buona famiglia.


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