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Controlli alle aziende, trovate due casi di irregolarità

I Carabinieri della Stazione di Calderara di Reno, coadiuvati dalla Polizia Municipale, dal personale della “Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro” dell’AUSL di San Giovanni in Persiceto – Area Ovest e dai Vigili del Fuoco, hanno eseguito una serie di controlli finalizzati alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alle aziende tessili amministrate da cittadini cinesi.

Tra queste, una era già stata controllata ad agosto dai Carabinieri (v. comunicato stampa del 3 agosto 2018) e in quell’occasione erano state trovate diverse anomalie di carattere amministrativo e penale. La nuova “visita” degli operanti era pertanto mirata a verificare se il datore di lavoro si fosse adeguato alla normativa italiana. Tale adempimento non c’è stato, anzi, il personale ispettivo si è visto costretto a prendere nuovi provvedimenti nei confronti del titolare dell’azienda, a causa della mancanza di una serie di requisiti di natura logistica, amministrativa e sanitaria. I Vigili del Fuoco hanno “piombato” il contatore del gas per tutelare i dipendenti da un eventuale scoppio dovuto a delle irregolarità dell’impianto. Per non parlare di alcuni abusi edilizi scoperti dalla Polizia Municipale.

Un’ulteriore conferma che il lavoro nero è radicato nel territorio e che gli operai non vengono tutelati da chi li “assume” è giunta quando i Carabinieri e il personale civile dell’Ispettorato del Lavoro di Bologna, sono andati a controllare un’altra ditta nel centro cittadino di Calderara di Reno. All’interno dell’azienda c’erano quattro clandestini cinesi di 36, 38, 40 e 54 anni. Dato che nessuno di loro aveva il permesso di soggiorno, il responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

Entrambe le ditte confezionavano abiti per un’azienda italiana situata a Bologna.


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