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Due fratelli che gestivano false fatture, e un imprenditore insolvente, latitanti da tempo, sono stati arrestati

Considerati i vertici di una organizzazione composta da 59 persone collegate a vario titolo a 92 società operanti sul territorio nazionale e che servivano a frodare il fisco attraverso false fatture e crediti fittizi, due fratelli sono finiti in manette. Una vasta rete criminale, capace di nascondere all’erario milioni di euro poi investiti anche in immobili fra Parma e Napoli, che la Guardia di Finanza aveva scoperto lo scorso luglio dopo un’indagine complessa iniziata nel 2015 ma che però non era riuscita ad arrivare ai vertici dell’organizzazione, risultati subito latitanti. Ora i due sono stati rintracciati e fermati a Lugano, in Svizzera. Formalmente residenti in Estonia si erano rifugiati nel paese elvetico ma la Polizia svizzera ha prima individuato due appartamenti possibile base dei latitanti, poi in un blitz congiunto della Polizia Giudiziaria Federale di Lugano (Ufficio della Cooperazione Internazionale) e della Polizia Cantonale ha portato alla cattura dei due imprenditori. I finanzieri stanno ora indagando per ricostruire la rete di fiancheggiatori che hanno favorito la latitanza e per verificare se e in che modo abbiano utilizzato gli altri 16 milioni di euro circa di crediti fittizi creati, pronti per la successiva compensazione con reali debiti tributari e previdenziali gravanti sulle società a loro riconducibili.

E nei giorni scorsi è stato tratto in arresto, sempre dalla finanza, dopo sei anni di latitanza all’estero, un imprenditore originario del veronese colpito da un ordine di carcerazione emesso nel 2012 dal G.I.P. del Tribunale di Ravenna, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per reati di bancarotta fraudolenta: l’uomo aveva rilevato una società di Faenza operante nel commercio di prodotti per l’igiene della persona, per poi utilizzarla come schermo per acquistare prodotti completamente estranei all’oggetto sociale che, oltre a non essere mai stati pagati ai relativi fornitori, erano stati anche sottratti dai magazzini della società. L’uomo da anni aveva fatto perdere le proprie tracce riparando nelle Filippine, dove aveva avviato un’attività di ristorazione. Ma nei primi giorni di questa settimana è rientrato in Italia con un volo diretto all’aeroporto di Malpensa, dove la polizia di frontiera lo ha individuato e tratto in arresto.


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