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La Polizia ha eseguito 19 misure cautelari e il sequestro di un noto night club di Rimini, per sfruttamento della prostituzione, spaccio di droga

La Polizia ha eseguito 19 misure cautelari e il sequestro di un noto night club di Rimini, per sfruttamento della prostituzione, spaccio di droga e rapina aggravata. L’operazione della squadra mobile della questura di Rimini chiamata ‘Privé’ ha coinvolto 120 agenti impegnati anche con unità cinofile utilizzate per il blitz nel locale. Tre delle misure sono state eseguite a Torino, Brindisi e Alessandria. E’ forse il più noto night club di Rimini, il locale sequestrato durante la notte. Il blitz è scattato alle 4, dopo un appostamento di tre ore, e gli agenti hanno fatto irruzione nell’orario di massima affluenza, trovando molte ragazze, una trentina, e i clienti, una cinquantina e quasi tutti di fuori città, sui divanetti della zona ‘vip’. Quattro le misure cautelari eseguite nel night aperto per tre sere, da ieri e fino a domani, in coincidenza di un appuntamento fieristico. Ci sono anche il titolare, il gestore e l’addetto alla sicurezza del famoso locale tra i destinatari delle misure cautelari disposte dal gip Vinicio Cantarini su richiesta del pm Davide Ercolani. Per otto dei 19 destinatari dell’ordinanza è scattata la custodia in carcere, per quattro ai domiciliari e sette hanno l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli accertamenti della squadra mobile si sono concentrati sulla gestione del club, dimostrando – dice l’accusa – che il rappresentante legale del night, uno dei soci, un dipendente part-time ma di fatto gestore del locale, e gli addetti alla sicurezza favorivano e sfruttavano la prostituzione delle dipendenti assunte come figuranti di sala, che si concedevano nei privè dove venivano organizzati gli incontri con i clienti. Gli indagati sono accusati di aver ricevuto gran parte dei soldi riscossi dalle prostitute che venivano istruite sul tipo di prestazioni da fornire, sul come comportarsi con i clienti e come riscuotere il denaro. Le indagini sono iniziate nell’autunno del 2016, e hanno evidenziato l’attività di prostituzione all’interno del locale dove venivano anche consumati e spacciati stupefacenti, in prevalenza cocaina: tutto documentato da filmati e fotografie in mano agli inquirenti.
L’amministratore e il gestore del night devono rispondere penalmente anche di aver adibito il locale a luogo di convegno di persone che si davano allo spaccio e al consumo di cocaina, mentre è stato accertato – continua la polizia – che un buttafuori procurava gli stupefacenti sia all’amministratore che alle ragazze che si prostituivano nel locale. Indagando su una rete di spacciatori, gli agenti dell’Antidroga hanno portato alla luce e documentato un ‘sottobosco’ di criminalità, soprattutto albanese, legata allo spaccio di cocaina e a reati di prostituzione. Nel corso di quest’indagine stato possibile risalire anche all’identificazione degli autori della rapina dell’orologio Bulgari subita da un noto avvocato riminese mentre rincasava la sera del 6 febbraio del 2017: in due sono finiti in carcere. Il Giudice per le indagini preliminari ha disposto anche il sequestro preventivo del night, poiché l’indagine ha dimostrato che nel locale veniva consumata l’attività criminosa del favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.


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