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La violenza tra giovani è sempre più frequente: secondo il professor Ernesto Caffo dietro si cela una sofferenza profonda

Che Giuseppe Balboni e il suo assassino avessero iniziato a frequentare brutti giri lo confermano alcuni amici della vittima che ieri hanno portato dei fiori vicino alla villetta dove è stato ucciso: “Da tempo frequentavano persone poco raccomandabili. E tutti in paese sapevano che fumavano marijuana. Era un tipo piuttosto risoluto, ma non un cattivo ragazzo. Aveva un carattere particolare, era uno che non si faceva pestare i piedi”.
La violenza tra giovani è sempre più frequente: secondo il professor Ernesto Caffo dietro si cela una sofferenza profonda, che spesso viene sottovalutata. Nell’adolescenza tutto si gioca sul momento, avere accesso facile a un’arma, può portare a tragedie come quella di Zocca. Questo è un caso in cui si è intervenuti troppo tardi. I disagi erano conosciuti. L’ascolto, l’attenzione, inseriti in percorsi coordinati, sono necessari per prevenire situazioni di questa gravità.


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