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Due turisti sono morti a Rimini da quando, il 9 settembre, è stato sospeso il servizio di salvataggio sulle spiagge

Due turisti sono morti a Rimini da quando, il 9 settembre, è stato sospeso il servizio di salvataggio sulle spiagge. Prima a perdere la vita un uomo e poi una donna che non hanno potuto contare sull’aiuto e la professionalità dei ‘bagnini’, accusa in una nota l’Unione sindacale Marinai di salvataggio. “Ci fosse stato “il servizio di salvamento” l’intervento per tentare di rianimare la donna sarebbe potuto avvenire “forse in tempi utili”, per questo i marinai di salvataggio si dicono “profondamente dispiaciuti sia personalmente che professionalmente”. “Certo – aggiungono – non c’è obbligo di servizio in stabilimenti aperti per elioterapia (cioè solo per esporsi al Sole) ma rimane uno smacco di sistema del soccorso pubblico e della nostra comunità della accoglienza e convivenza. Siamo chiamati quali cittadini di una comunità a segnalare e affrontare i problemi, non a nasconderli. Ogni anno lo facciamo presente che non si possono abbandonare situazioni di balneazione e presenza in spiaggia con bagni aperti senza nessun controllo e senza che nessuna autorità si senta responsabile e prenda provvedimenti di qualche tipo. In ben oltre mezza Italia la stagione balneare coperta da servizio di salvamento è arrivata a domenica 16 settembre quando non il 30 settembre”. Con le temperature ancora estive sulle spiagge di Rimini si sono riversate “decine di migliaia di turisti”, ignari forse della mancanza del servizio.


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